ANATOMIA DI UN FILM / Ottobre 2025


Da Lunedì 6 Ottobre 2025 / Fondazione Benetton Studi Ricerche – Via Cornarotta n. 7, Treviso
ANATOMIA DI UN FILM
Nuovo corso di cinema a Treviso!
a cura di Marco Bellano

Ogni lunedì dalle 20:30 alle 22:30, da lunedì 6 ottobre per 5 incontri.

Link per iscrizione: Iscrizione corso “Anatomia di un film”
oppure scrivendo all’indirizzo mail cineforumlabirinto@gmail.com


A partire da inizio ottobre, Cineforum Labirinto presenta un nuovo ciclo di lezioni di cinema in compagnia dei capolavori e dei grandi registi che hanno fatto la storia della Settima Arte.

Presso l’Auditorium della Fondazione Benetton Studi Ricerche, in centro a Treviso, Cineforum Labirinto propone un corso dedicato all’analisi di cinque grandi capolavori del cinema. Le lezioni si concentreranno sulla genesi creativa delle opere e sulle tecniche stilistiche e le scelte tematiche adottate dai registi, lasciando spazio anche ad aneddoti sulla produzione, sul cast e sull’influenza delle pellicole nell’immaginario collettivo.

I film selezionati sono Notorious (1946) di Alfred Hitchcock, Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean-Luc Godard, Stalker (1979) di Andrej Tarkovskij, Full Metal Jacket (1987) di Stanley KubrickTutto su mia madre (1999) di Pedro Almodóvar.

Il corso, ideato e curato da Marco Bellano, docente di cinema presso l’Università di Padova, è rivolto a studenti, videomaker, insegnanti e appassionati che vogliano scoprire o approfondire la grammatica cinematografica e la storia del cinema attraverso i capolavori di cinque grandi maestri.

L’iniziativa si articola in 5 incontri che si terranno di lunedì dalle ore 20.30 alle 22.30,  a partire da lunedì 6 ottobre 2025, presso l’Auditorium della Fondazione Benetton Studi Ricerche – Spazi Bomben, situata in via Cornarotta n. 7, a pochi passi da Piazza Duomo a Treviso. Il costo del corso è pari a 90€, fino a esaurimento dei posti disponibili.

La sede del corso è un auditorium attrezzato con un capienza massima di circa 110 posti, situato in centro città e all’interno del suggestivo complesso di Palazzo Bomben, restaurato dall’architetto Tobia Scarpa e sede della Fondazione Benetton Studi Ricerche.

Iniziativa organizzata da Cineforum Labirinto in collaborazione con CINIT – Cineforum Italiano e Lab Eventi Aps, e con il sostegno di Fondazione Benetton Studi Ricerche.

Per iscriversi e per maggiori informazioni: cineforumlabirinto@gmail.com / 3407417350

Scopri il programma del corso e altre informazioni scorrendo qui sotto!


IL PROGRAMMA

1° incontro | NOTORIOUS | 6 OTTOBRE 2025

Spionaggio e melodramma: Alfred Hitchcock mise a punto una formula speciale con cui far dialogare questi due universi, coltivandola e perfezionandola a più riprese sino a The Short Night, il film estremo che, purtroppo, non avrebbe fatto in tempo a realizzare. Il regista, ad ogni modo, aveva già consegnato alla storia l’epitome del suo pensiero su questo “genere doppio”, che, non a caso, avrebbe proprio dovuto fare da modello per The Short Night: Notorious (1946). In questo caposaldo della filmografia di Hitchcock, da una parte sta la cornice storica, con l’ombra del nazismo che incombe ancora sul mondo, a guerra appena finita; dall’altra, al cuore del film, si dipana la storia una relazione amorosa segnata da inganni e sospetti, affidata a Ingrid Bergman e Cary Grant, icone hollywoodiane al culmine del loro carisma. Hitchcock, britannico amava sfidare sornionamente i limiti consentiti dalla censura americana, inserì qui uno dei baci più “notori” della storia del cinema classico per lunghezza e passione, eludendo astutamente le regole del Codice Hays. Ma dietro la superficie scintillante del racconto si nasconde anche un’analisi tagliente del desiderio e della fiducia: come distinguere l’amore dalla manipolazione, la verità dal tradimento? Non è un caso che François Truffaut, in seguito, avrebbe definito Notorious un film che rappresenta la quintessenza di Hitchcock, in cui la trama spionistica e la psiche dei personaggi si specchiano in maniera inestricabile.

2° incontro | FINO ALL’ULTIMO RESPIRO | 10 NOVEMBRE 2025 13 OTTOBRE 2025

Un debutto, ma anche una deviazione senza ritorno per la storia del cinema: Fino all’ultimo respiro (1960) fu la prima regia di Jean-Luc Godard, e al tempo stesso tra i film-manifesto più celebri della Nouvelle Vague francese. Nato quasi per caso, da un soggetto improvvisato di François Truffaut e da una produzione che concesse grande libertà, il film rivoluzionò lo sguardo del pubblico con il suo montaggio “a salti” (i celebri jump cuts), le inquadrature rubate alle strade di Parigi e una recitazione che mescolava naturalezza e ironia. Jean-Paul Belmondo, con la sigaretta sempre accesa e l’aria sfrontata, regalava il suo volto a un’intera generazione inquieta; al suo fianco, Jean Seberg trasformò l’archetipo della femme fatale in un enigma moderno e irrisolto. In quelle immagini apparentemente veloci e leggere si nascondeva, in realtà, una riflessione acuta sulla crisi dell’eroismo e sulla precarietà del presente. Alla ricerca di un nuovo senso in tutto ciò, il cinema scelse di comprendere a fondo il suo stesso linguaggio per smettere di obbedirvi.

3° incontro | STALKER | 20 OTTOBRE 2025

Con Stalker (1979), Andrej Tarkovskij realizzò un film che sembra quasi provenire da un altro mondo, in cui la realtà fisica e quella interiore sono inseparabili. Tratto liberamente dal romanzo fantascientifico Picnic sul ciglio della strada dei fratelli Strugackij, il film abbandona quasi del tutto i canoni del genere per trasformarsi in una parabola filosofica sul desiderio, la fede e il rapporto tra uomo e natura. La “Zona”, territorio misterioso e proibito che i protagonisti attraversano, diventa una metafora dell’inconoscibile: luogo che promette la realizzazione dei desideri più profondi, ma che al tempo stesso spaventa per la sua incomprensibilità. Tarkovskij, facendo a meno di macchinari futuribili e canonici effetti speciali, costruì una fantascienza basata sul pensiero e, visivamente, sul paesaggio, restituito con una lentezza ipnotica, dove il seppia sfocia nel colore e ogni inquadratura ha la solennità di un rito. Forse è uno dei più enigmatici film della storia del cinema, eppure non si tratta di un’opera inaccessibile: poiché, più che le spiegazioni che offre, sono le domande che pone a suonarci ancor oggi chiarissime ed universali.

4° incontro | FULL METAL JACKET | 27 OTTOBRE 2025

Stanley Kubrick ha spesso raccontato la guerra in modo non convenzionale, sin da Paura e desiderio (1953), il suo spietato film d’esordio. Full Metal Jacket (1987) portò questa esplorazione del regista al suo esito più perturbante. Ambientato durante il conflitto in Vietnam, il film è diviso in due parti speculari: si parte dal durissimo addestramento dei marine, per poi sprofondare nell’inferno del fronte. L’incipit, con la trasformazione dei giovani soldati in macchine da combattimento sotto l’urlo del sergente Hartman, rimane una delle sequenze più celebri, sguaiate, ironiche e inquietanti del cinema moderno. Kubrick non intendeva semplicemente esibire criticamente la violenza della guerra, ma sondare la disumanizzazione che la precede e la rende possibile. Questa crudele assurdità sfocia, dunque, in una regia geometrica e implacabile, e soprattutto in una scrittura dove il linguaggio stesso è deformato, annientando le possibilità di comunicazione in un florilegio di slogan, insulti e canzoncine. Uscito quando l’America stava ancora elaborando la ferita vietnamita, Full Metal Jacket rimane una riflessione attuale sul rapporto tra potere e individuo, disciplina e libertà, suggerendo che i veri obiettivi strategici di ogni guerra sono l’identità e la coscienza di ciascuno.

5° incontro | TUTTO SU MIA MADRE | 3 NOVEMBRE 2025

Con Tutto su mia madre (1999), Pedro Almodóvar raggiunse un punto di svolta nella sua carriera, conquistando l’Oscar per il miglior film straniero e imponendosi come autore capace di trasfigurare lo spirito del suo presente in ironici melodrammi. La storia di Manuela, infermiera che dopo la morte del figlio intraprende un viaggio alla ricerca del padre del ragazzo, diventa un intreccio di destini femminili, di corpi e identità reinventate, di figure al margine che trovano forza e dignità proprio attraverso il teatro e il cinema. Il titolo stesso è un omaggio a Eva contro Eva (1950) di Joseph L. Mankiewicz, ma nel film l’impronta cinefila si mescola a echi di Tennessee Williams, di García Lorca e della cultura popolare spagnola. Almodóvar costruisce così un’opera che è allo stesso tempo omaggio e reinvenzione: un inno alla maternità, alla solidarietà e al potere del cinema di testimoniare il dolore, offrendo così una possibilità di sopravvivenza e rinascita tramite l’arte.


IL DOCENTE

Marco Bellano è docente di History of Animation all’Università di Padova e Marie Curie Global Fellow (progetto FICTA SciO, su animazione e divulgazione scientifica, in collaborazione con la Hochschule Luzern e il CICAP, 2023-2025). Oltre che a Padova, dal 2013 è stato docente presso sedi accademiche quali la Boston University Study Abroad, l’Università di Salamanca e il Conservatorio di Ferrara. Ha inoltre svolto ricerche sul rapporto tra musica e animazione. Tra le sue pubblicazioni: Václav Trojan. Music Composition in Czech Animated Films (Routledge, 2019); Allegro non troppo. Bruno Bozzetto’s Animated Music (Bloomsbury, 2021); Cos’è un cartone animato? (Carocci, 2024). Nel 2014 riceve dalla Society for Animation Studies, di cui presiede nel 2017 a Padova il 29° convegno annuale, il premio Norman McLaren-Evelyn Lambart al miglior articolo accademico. È nel comitato scientifico del Mutual Images Journal, di Cabiria e delle collane “Lapilli” (Tunué). È stato giurato per festival internazionali (tra cui Teheran International Animation Festival, Future Film Festival). Pianista e direttore d’orchestra, collabora dal 2012 ai programmi didattici e divulgativi del Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française.


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