
Venerdì 10 giugno 2016 / ore 20:00 / TRA – Ca’ dei Ricchi
Harold Lloyd in SAFETY LAST!
Ingresso Libero – Prenotazione consigliata
Harold trova un modesto impiego in un negozio di vestiti ma fa credere alla sua ragazza di esserne il direttore. Convinta di avere a che fare con un uomo in carriera, la ragazza si convince a sposarlo. A questo punto Harold dovrà trovare un modo per non deludere la sua futura moglie.
Il più famoso dei film di Harold Lloyd, l’attore da molti riconosciuto come uno dei “re delle comiche” insieme a Charlie Chaplin e Buster Keaton. Assolutamente memorabile l’acrobatica scena dell’orologio, la cui realizzazione costò al nostro Harold una disarticolazione alla spalla.
Accompagnamento musicale dal vivo
a cura di Roberto Durante (piano) e Alessandro Turchet (contrabbasso)
SCHEDA TECNICA
Titolo originale: Safety Last!
Titolo italiano: Preferisco l’ascensore!
Regia: Fred C. Newmeyer, Sam Taylor
Cast: Harold Lloyd, Mildred Davis, Bill Strother
Anno di produzione: 1923
Durata: 77′
Paese: USA
VIDEO
IMMAGINI
Siete bravissimi .Complimenti .
Volo pindarico : l’altra sera ho visto ‘El Club’ di Pablo Larrain .
Orso d’Argento e Gran Premio Giuria .Tema : pedofilia del Clero .
Film duro,tosto .Come ha scritto bene qualcuno nella locandina ( peccato non metter il nome dell’articolista ) ‘…lo spettatore viene intrappolato dentro un claustrofobico e inquietante club degli orrori ‘ Cosa manca in certe situazioni e qui mi rivolgo ai vari Cineforum : persone un po’ disturbate e purtroppo , molte ,disturbate durante la propria infanzia da pedofili ,preti e non , o comunque persone molto sensibili, escono talvolta traumatizzate dopo certe visioni .Ne ho viste alcune quella sera abbastanza alterate .Perché non arricchire il fine proiezione ,come si faceva un tempo ,con commenti appropriati ,magari accompagnati da interventi terapeutici che vadano a chiudere la gestalt ,provocata dal film ? Ma forse chiedo troppo ,e certamente il riferimento vale soltanto per certe pellicole .
Cordiali saluti e ancora molti complimenti .
Un particolare saluto a Elena Grassi e a Claudio Leonarduzzi .
Sergio Astolfi